REGALI'

Senza dilungarci sull’efficacia di regalare libri (si sa che fa benissimo alla salute di chi dona e di chi riceve), ecco il nostro elenco (che sarà man mano aggiornato) per arricchire la Biblioteca Scuolibrì. Ci date una mano, anzi... un libro?
Il vostro dono, magari con dedica scritta all’interno, farà felici i nostri ragazzi.
Grazie!

mercoledì 3 giugno 2020



Un buon libro può darci slancio e incantarci. Se abbiamo la fortuna di imbatterci in uno di quei titoli che ci cambiano la vita l’esperienza diventa addirittura incommensurabile. Margherita, Francesca, Federica, Alice e Beatrice ci propongono cinque testi che parlano di ragazzi, di amicizia, di rispetto della diversità, di bullismo e della libertà di essere chi si vuole.











giovedì 21 maggio 2020

Quattro passi nel mistero


Con modalità diverse ma ugualmente intriganti e coinvolgenti i due libri (e i due autori) che vi propongono Emanuele e Gabriella affrontano un genere popolare che appassiona molti: scoprire chi è l'assassino. Un soggetto che forse affonda le radici nell'antica Grecia, se pensiamo che l'Edipo re di Sofocle può essere visto come una ricerca tragica dell'assassino che poi si rivela essere, con un incredibile colpo di scena, l'investigatore stesso. 
Emanuele propone un grande classico del giallo ad enigma, uscito dalla penna di una grande autrice: "Assassino sull'Orient Express" di Agatha Christie; mentre Gabriella ci invita a fare la conoscenza di un autore contemporaneo non sempre legato alla scoperta dell'assassino ma decisamente appassionato di mistero: Carlos Ruiz Zafon con "Le luci di settembre".
Buoni brividi a tutti!



mercoledì 13 maggio 2020

Ringraziare desidero, per ciò che mi manca

Leggevamo in classe poesie, era solo l'inizio del lock down. 
Una  poesia in particolare ci ha colpito: "Ringraziare desidero" di Mariangela Gualtieri.  E così, ognuno di noi ha proseguito idealmente la poesia, fissando in una frase ciò di cui ha sentito la mancanza in questo periodo. Il risultato? Il video che vedrete
E a voi? Che cosa è mancato di più? Per che cosa vorreste ringraziare?


domenica 19 aprile 2020

TEMPO DI CORONAVIRUS


E’ un tempo speciale quello che l’intero pianeta sta vivendo. Ci ritroviamo segregati in casa, con le ore dilatate, lo sguardo oltre la tendina della finestra, le dita che danzano sul cellulare…fuori siamo in balia di un mostro assetato di compagnia ma in famiglia ci sentiamo protetti, come pulcini avvolti nella bambagia che si scaldano a vicenda. x
(Gli alunni della 1B-1H-2D)


  

CORONAVIRUS
In Italia il virus è arrivato
molte persone ha ammalato,
se non ci vogliamo contagiare
tutti a casa dobbiamo restare.
In famiglia c’è  una novità,
sempre insieme ora si sta.
Con fratelli e sorelle giocare,
però i compiti si devon fare.
Per seguire la lezione
un computer è in azione.
E quando la giornata è finita
mi faccio una lunga dormita.
(Francesco 1H)

UN VIRUS  CON LA CORONA
Si aggira in città da predatore,
schiacciando l’anima di ogni signore.
Come conigli siamo braccati
tristi, indifesi e spaventati.
Strade vuote e sguardi assenti,
bimbi spenti e sofferenti.
Si alza un canto in lontananza
che porta gioia e fratellanza.
(Gianmarco 1H)


  

COVID 19
La mia vita è cambiata
senza la scuola sono annoiata,
tanti compiti da fare,
il covid19 sopportare.
Il Corona è un pagliaccio
ha combinato un bel pasticcio!
Guardare i film mi rilassa
ma la quarantena non passa
Al supermercato non voglio andare,
temo di potermi contagiare.
Dormire è  sempre la mia passione
ma devo alzarmi per la videolezione.
(Antonia 1H)




 Eccoci. Chiusi come topi in trappola,
ogni giorno schiacciati fra le mura
che tolgono fiato alla gola.
Ci rintaniamo per la paura
come se quella soffiata di vento
fosse acido colato dal volto del cielo
che piange affranto
(Anastasia 1H)



mercoledì 15 aprile 2020

Passaparola



Tra i lettori il passaparola è fondamentale, perciò siete pronti per i consigli di Chiara, Arianna ed Alice? Hanno scelto metodi diversi per parlarvi dei "loro" libri. Quale delle tre sarà più convincente? Sta a voi dirlo. 
BUONA LETTURA
Arianna Savini
                                                                                                                                       



RECENSIONE DI ALICE MATTEUCCI 1F
Ho deciso di fare la mia recensione sul libro “Camminare, correre, volare”.
E’ stato pubblicato dalla casa editrice “Edizioni EL” nel 2008 e ha avuto molto successo.
L’autrice è Sabrina Rondinelli, che ha scritto anche “Il contrario dell’amore” e “La nostra prima volta”.
E’ nata nel 1972 a Torino, dove insegna in una scuola elementare e tiene incontri di scrittura creativa.
Ha vinto il Premio “Città di Penne” e il Premio “Selezione Bancarellino” nel 2009 e il Premio “Terre del Magnifico” nel 2010.
E’ un libro di genere per ragazzi che narra di avvenimenti purtroppo reali.
Questo libro parla del bullismo al femminile.
Asya, Miranda e Roberta sono tre ragazze che perseguitano una compagna di classe di nome Maria, provocando in lei dolore e poca autostima. Dopo un po’ Roberta e Miranda lasciano in disparte Asya alleandosi tra loro. Asya, rimasta da sola, riscopre Maria e tra le due inizia una forte amicizia.
I personaggi:
·        Asya, alta magra e alla moda, con capelli lunghi e folti, prepotente, forse perché è stata abbandonata dal padre ad un anno e non l’ha più visto.
·        Maria studiosa, in sovrappeso, non alla moda e con una famiglia su cui può contare e che le vuole bene.
·        Miranda e Roberta prepotenti, alla moda e belle.
·        La mamma di Asya, sempre depressa.

Il libro è bellissimo ed emozionante.
Io mi sono immedesimata tantissimo sia in Asya che in Maria e ho vissuto la storia nei panni di entrambe.
La lettura è stata più che interessante, mi ha coinvolto moltissimo e appena ho iniziato a leggere il libro sono stata trasportata e in pochi giorni l’ho terminato.
Ho imparato che le parole a volte fanno più male delle mani e che se si ha davanti qualcuno in difficoltà bisogna aiutarlo e che non bisogna mai per nessun motivo, prendere in giro qualcuno, soprattutto per i difetti che ha.
Questo libro per me è speciale perché è composto da piccoli capitoli che cambiano radicalmente argomento, ma rendono ugualmente la storia scorrevole.
L’ho trovato tanto coinvolgente ed è diventato il mio secondo libro preferito dopo “Il Principe della nebbia”.
E’ speciale anche perché fa capire molte cose, ad esempio non essere prepotenti e non prendere in giro gli altri. Spero che chiunque abbia letto questo romanzo sia riuscito a comprendere ciò che l’autrice voleva esprimere.
Ho amato questo libro perciò lo consiglierei a tutti i ragazzi della mia età, sia a chi si trova nei panni di Asya, sia a chi si trova nei panni di Maria.





mercoledì 8 aprile 2020

COLPA DELLE STELLE


Colpa delle stelle: L'amore è una malattia dalla quale non vuoi ...
Questo libro, scritto da John Green, mi ha colpito tantissimo, è stato uno dei pochissimi libri che è riuscito a strapparmi una lacrima.

Innanzitutto è notevole la quantità di personaggi (ad esempio i protagonisti Hazel Grace e Augustus Waters; altri sono Isaac, Monica, Peter, i genitori di Hazel, i genitori di Augustus).
La prima edizione di questo libro, dalla casa editrice BUR, è uscita nel 2012, diventata poi film nel 2014.
E’ un romanzo di genere romantico ambientato ad Amsterdam, che, in breve, tratta la vita di Hazel, una ragazza di 16 anni, affetta da una grave malattia. Nel tempo, vivendo la sua vita tra le corsie degli ospedali, conoscerà un ragazzo, Augustus, che come lei ha vissuto molto tempo in ospedale a causa di una malattia. Hazel e Augustus passeranno molto tempo insieme, fra momenti di passione, lacrime, confessioni e risate.
Al libro John Green decide di attribuire questo titolo perché purtroppo i due sfortunati protagonisti sono nati sotto 'stelle avverse' ed è solo grazie alla fortuna se hanno avuto l'occasione di conoscersi e di passare quei fantastici momenti insieme.
Concludo con il messaggio che l'autore ci vuole trasmettere: per far nascere un amore fantastico non è necessaria una vita perfetta.
'La vita non deve essere perfetta perché l'amore sia straordinario'.
Alessandro Rapagna IIF


L’hashtag #resto a casa diventa poesia



L’obbligo morale e civile contenuto nell’ormai famoso hashtag “#iorestoacasa” si è trasformato in versi e parole, conditi da qualche facile rima. Occasione, per alcuni alunni della nostra scuola (la classe 2F), di esprimere liberamente pensieri, emozioni, nostalgie, speranze di questo strano tempo passato forzatamente a casa, tra videolezioni al PC, la Play sul divano, qualche buona lettura (come quella del vendutissimo “Colpa delle stelle”, recensito da Alessandro) o un bel film e uno sguardo alla finestra.
Ida Di Pietro



#IO RESTO A CASA, MA MI MANCA…

Appena finirà questa emergenza
Porrò fine alla penitenza.

Mi manca il mare
E dal vento farmi arruffare
Correre sul bagnasciuga
Come un cavallo in fuga
Con il vento che mi scompiglia
E che mi meraviglia;
Soffia via i cattivi pensieri
E li trasforma in desideri…

Resto a casa perché non posso farne a meno
Spero che il tempo trascorrerà
In un baleno.
Con gli amici a distanza
Non è come giocare
Nella stessa stanza.

Vorrei una palla ed un canestro
Dove buttare questo brutto mostro.
Resto a casa in solitudine
Ma non è certo questa la mia attitudine.

                              Filippo Pezzi

  #IORESTOACASA#
Io resto a casa
ma mi mancano i miei nonni
che purtroppo non posso andare a trovare.

Mi manca il caos che io e i miei compagni facciamo in classe
E i professori con le loro urla stridule.

Mi mancano i miei compagni
e stare assieme a loro.

Mi manca sentire il fischio dell’arbitro a inizio partita
e il vento sul mio viso quando attacco la porta avversaria…
insomma mi manca il dolce sapore della libertà!

Purtroppo se voglio tornare al mio vecchio e adorato stile di vita…
devo restare a casa; per il mio bene e quello di tutti!
Fatelo, fatelo per voi stessi e per i vostri cari.
#ANDRA’TUTTOBENE#
Umberto Rapagna


IO RESTO A CASA

IO RESTO CASA
CON LA SPERANZA CHE QUESTO COMPORTAMENTO
CONTRIBUISCA A RALLENTARE LA PAURA DI QUESTO MOMENTO.
IO RESTO A CASA
MA MI MANCA USCIRE CON GLI AMICI
O ANDARE A FARE UN SEMPLICE GIRO IN BICI.
IO RESTO A CASA MA MI MANCA
POTER RIABBRACCIARE PARENTI ED AMICI IN MODO NATURALE
DOPO TANTO TEMPO IN CONTATTO DIGITALE.
IO RESTO A CASA E DA QUI VEDO GLI L’HASTAG  SUI SOCIAL, SUI BALCONI
E NEGLI OCCHI DEGLI SPERANZOSI.
IO RESTO A CASA PER AIUTARE GLI EROI
 IN CAMICE E MASCHERINE,
CHE LOTTANO TUTTI I GIORNI PER SALVARE LE NOSTRE VITE.
IO RESTO A CASA AD ASPETTARE CHE SI SCIOLGANO QUESTE CATENE
E NON VEDO L’ORA DI POTER FINALMENTE DIRE
É ANDATO TUTTO BENE!!!
Alessandro Rapagna

#io resto a casa
Il mondo è scosso da questa sciagura,
che sta mettendo a dura prova tutti.
“Restate  a casa”, questo è ora il comando,
“Tra settimane si vedranno i frutti”.
Abbiam pensato tutti “E’ una scemata”,
alla comparsa di quei casi in Cina
e invece in breve tempo una tragedia,è pandemia,ed è proprio vicina.
Ora siam chiusi in casa, è doveroso,
perché dobbiam fermare l’infezione
che ormai ha invaso tutto il mondo
e non solo la nostra nazione.
Leo Di Nicola


Andrà tutto bene

Resto a casa ma mi manca…
quella luce del sole negli occhi
quelle risate con le amiche a scuola
quella pioggia sull’ombrello
ma torneranno

Resto a casa ma mi manca
quella corsa per arrivare in orario
quei salti e la gioia dopo un punto in partita
e il motto di squadra urlato a squarciagola
ma torneranno

Resto a casa ma mi manca
quella passeggiata con le amiche di sera
quel gelato mangiato ogni volta
quei negozi visitati per norma
ma torneranno

Resto a casa ma mi manca
la vita di ogni giorno
la vita spensierata
sperando torni presto.
Mi manca la libertà

Elena Santoro

 Restare a casa

Resto a casa, sì, ma a fatica
rintanato in camera a fare i compiti
la mattina le lezioni con i prof e i compagni
ma non è lo stesso di incontrarli
mi manca lo stare fuori
mi mancano gli allenamenti e le trasferte
mi mancano i miei vecchi e nuovi compagni
però è necessario
devo rimanere a casa
cantando dal balcone
ascoltando qualche canzone
facendo qualunque cosa rimanendo a casa
Lo dobbiamo fare
Se vogliamo che finisca tutto questo
Lo dobbiamo fare.
Tommaso Filipponi

“In quarantena”
Io resto a casa ma mi manca il ciano cielo,
La neve dall’alto ricopre come un velo
che fuori da questa casa ormai causa,
un freddo mai visto, senza scusa;
ma purtroppo, e non volendo tutti quanti,
siamo rinchiusi in casa con i guanti
e con una mascherina pronta all’uso,
quando per far la spesa si deve uscire
ma solo se ti serve o “si sta per morire”
E poi torni a casa come un recluso
A giocar alla play o a far del lavoro
come i compiti assegnati dai professori.
Ma una nota buona in tutto il decoro
è che si va a letto tardi guardando i tesori
che il buon vecchio Netflix ci riserva,
tra film e serie il tempo si passa,
ma la giornata non è più la stessa,
si pensa al passato quando si usciva
In giro nel centro della nostra città
ma adesso a casa c’è poco da fare
non fai quasi niente come un pashà
ma la civiltà voglio riabbracciare.

Tommaso Liberatore

IO RESTO A CASA
Io resto a casa per mio dovere,
per far tornare per tutti il bene.
Per aiutare tutto il mondo
Dobbiamo impegnarci fino in fondo.
Resta a casa pure tu!
Dai non farmelo ripetere più.
INSIEME CE LA FAREMO!

Arianna Soru



Io resto a casa ma mi manca
il sorriso dei compagni, della prof, del bidello.
Io resto a casa ma mi manca
quel senso di sicurezza
che solo in classe si può trovare,
calda e accogliente!
Io resto a casa ma mi mancano
quelle attese con gli amici
fuori la scuola.
Io resto a casa ma mi manca
quel corso sì, quel corso
che non è mai stato così vuoto...
Io resto a casa sì ma mi manca
la calma che si poteva avere,
sedendosi ad un tavolo di un bar,
ora non si può più fare
perché è stato vietato
o semplicemente
per paura di prenderlo.
Sì, di prenderlo questo maledetto virus!
Martin Gentile

Io resto a casa
Ma mi mancano
I miei amici
E i litigi fra di noi
Mi mancano
I visi arrabbiati dei professori
Quando non siamo attenti
Mi manca
Il sapore delle patatine
Che compro ogni mattina
Prima di andare a scuola
Mi manca
Ridere con i miei amici
E uscire con loro
Ma resto a casa
Per il mio bene e
Per quello dell’italia
Luisa Pompilii




RESTO A CASA
Resto a casa,
ma mi mancano i raggi del sole
che al mattino illuminano il mio viso,
mentre osservo l’andare frenetico
di chi va a lavoro o a scuola.
Resto a casa,
ma mi manca la malinconica pioggia
che pur con l’ombrello
ti bagna sempre un po’
facendoti sentire viva.
Mi manca quel palpabile sorriso
dei miei compagni, il loro abbraccio,
le loro risate, la loro voce.
Mi manca il profumo dei fiori
appena svegliati da un lungo sonno,
mi manca la candida neve,
quella dolce coperta che tutto avvolge.
Mi manca il poter correre liberi sfidando il vento,
volteggiare sulle punte fin quando non ti sembra di spiccare il volo.
Resto a casa,
con la certezza che tutto finirà presto,
e che potrò tornare ad una vita normale.
Chiara Romani

#IORESTOACASAMAMIMANCA
Io resto a casa però
mi manca il calore del sole
il calore degli amici.
Resto a casa aspettando
che il tempo passi;
aspetto che facciamo progressi.
Io resto a casa
aspettando la libertà,
a casa sentendo il suo odore.
Elisa Ambrosii







ASPETTO QUEL GIORNO
Io resto a casa,
ma mi manca uscire in centro con le amiche,
mi manca vedere la mia famiglia ogni sabato,
mi manca la luce del sole,
mi mancano i miei amici,
mi manca andare in piazza,
mi manca la libertà.
Aspetto con ansia quale giorno,
quel giorno che potremo uscire,
sentire il vento sul viso
e riabbracciare tutti, amici e parenti.
Giulia Bellabona

RESTO A CASA
Resto a casa
ma mi manca
l’aria sul viso.
Resto a casa
con le persone che amo.
Eduarda Cussiol

#IORESTOACASA, MA MI MANCA

Resto a casa,
ma mi manca il lieto rumore della scuola
incontrare gli amici
e i professori.

Resto a casa
tra compiti e cose varie
ma mi manca
l’aria che respiravo
quando uscivo di casa.

Resto a casa
ma mi manca
il profumo del cornetto
appena sfornato
e la schiuma del cappuccino
al bar.

Resto a casa
ma mi mancano
le ali per volare.
Ludovico Scarpone

QUANTO E’ BRUTTO STARE A CASA
Quanto è brutto stare a casa
senza amici e senza uscire,
fare compiti a non finire,
stare a casa a non far niente,
sognando le bianche spiagge
e le nostre colline,
stare a guardarle senza toccarle
senza visitarle.

Al campetto non si può andare
chiusi in casa dobbiamo stare,
con questo mostro dietro la porta
che ci aspetta di soppiatto
e te lo prendi tutto d’un tratto.

Matteo Rosa